Il LAPP perché

Illustrazioni LAPP, ICPI-MIC di Paolo Sacchetti

Parole chiave: cantiere, complessità, pluralità, soggettività, legami, interazioni, prisma, cornice; 

Keyword: laboratory, farm, complexity, plurality, subjectivity, links, interactions, prism, framework; 

Il LAPP è un cantiere aperto e prende le mosse da un approccio che riconosce la complessità dei paesaggi come realtà dinamiche e interattive, plasmate da relazioni, pluralità e soggettività. I paesaggi come contesti coevolutivi (Haraway 2023; Magnaghi 2020) non sono spazi neutri ma processi di continua significazione culturale che creano luoghi ricchi di memorie, di immaginari e di pratiche vissute. Questa prospettiva amplia il concetto di paesaggio facendolo passare da “bene culturale” a prisma che riflette relazioni e interazioni, includendo prospettive che lo considerano un insieme di esperienze vissute, pratiche quotidiane, memorie collettive e afferma una «antropologia del paesaggio» (Lai 2000) come disciplina essenziale per comprendere i legami che tengono insieme gli individui e gli ambienti di vita. Diventa fondamentale una rifondazione dialogica interdisciplinare per comprendere i paesaggi e i vissuti che portano con sé (Papa 2012). 

paesaggio, Toscana aprile 2022, foto di Cinzia Marchesini

Il paesaggio, come prisma, riflette le relazioni umane con la natura, le cose, il nostro modo di stare al mondo e la Terra stessa. Campo di rappresentazioni, permette di esplorare le interazioni tra esseri umani e altri esseri viventi. Attraverso il paesaggio, il patrimonio può essere reinterpretato in una prospettiva relazionale, mettendo al centro le “interrelazioni” tra umano e non umano, come suggerito dall’articolo 131, comma 1, del Codice dei beni culturali e del paesaggio. 

Negli ultimi due secoli, il paesaggio è diventato un tema centrale del patrimonio culturale. In Italia e a livello globale, si configura come una cornice di riferimento per ricostruire un’etica sociale della governance territoriale (Settis 2010, Magnaghi 2000). È uno spazio in cui esercitare una nuova «coscienza dei luoghi» (Magnaghi 2020). La Convenzione Europea sul Paesaggio (Firenze, 2000), rappresenta un punto di svolta per gli impegni istituzionali. Essa ha ampliato il numero di protagonisti e coautori del paesaggio, liberandolo da una visione monologica e unidirezionale. Questo ha arricchito la semantica del paesaggio, includendo la protezione non solo degli elementi naturali e costruiti ma anche delle loro dimensioni intangibili e relazionali. 

Con l’integrazione della Convenzione nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004, successivamente aggiornato con il d.lgs. n. 157/2006 e il d.lgs. n. 63/2008), è emersa una crescente attenzione per le dinamiche relazionali che definiscono i paesaggi (Marchesini 2024; Marchesini-Parbuono 2024). Il paesaggio non è più visto come uno spazio neutro, da pianificare e progettare ma come un contesto dinamico e interattivo, plasmato da forze in costante negoziazione. Per cogliere le sfide istituzionali, la prospettiva antropologica ci ha portato a osservare approcci frammentati al tema del paesaggio, spesso focalizzati sulla protezione e sulla identificazione dei suoi valori. Tuttavia, rimane evidente lo scarto tra i propositi normativi e i risultati effettivi in termini di tutela e di salvaguardia. 

canneto, Castiglione del Lago (PG) aprile 2023, foto Cinzia Marchesini

spiaggia di Cervia paesaggi temporanei, Artevento 2022, Cervia (RA), foto Cinzia Marchesini