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Legami intangibili nei paesaggi festivi
Campagna di documentazione fotografica nazionale e di survey etnografica dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale
Frutto di un intenso dialogo con soggettività diverse, gruppi sociali, istituzioni e associazioni locali, il progetto di documentazione visiva “Legami intangibili nei paesaggi festivi” è stato ideato e realizzato dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) e sostenuto da Strategia Fotografia 2022, iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea.
Fra gli esiti di questo lavoro possiamo annotare fino ad ora, oltre al progetto appena citato, i reportage fotografici, ai quali si sono aggiunti un gruppo di lavoro, il volume dal titolo Onda d’Urto la Festa del Soccorso di San Severo (Effigi 2025), la mostra Legami intangibili presso il Museo di Roma in Trastevere, la partecipazione al Festival della Missione di Torino, una ricca serie di ricerche etnografiche attive, il catalogo della mostra, una serie di incontri programmati per la fine del 2025 e il 2026, un corso di formazione per funzionari, personale MIC e per operatori del patrimonio, ma soprattutto una rete attiva di persone che continua a operare e riflettere insieme.
Le pagine che seguono permettono di navigare il progetto a partire dalla sua genesi, per giungere ai reportage, fino alle azioni etnografiche e di relazione con le persone e i gruppi sociali incontrati.
Riferimento al progetto “Tutela e salvaguardia dei saperi e pratiche patrimoniali tradizionali di testimoni viventi a rischio di scomparsa” a valere sul finanziamento della programmazione finanziata ai sensi dell’articolo 1, commi 9 e 10, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015)
Per info: ic-pi@cultura.gov.it
P.I. del progetto Fabio Fichera e Cinzia Marchesini
fabio.fichera@cultura.gov.it
cinzia.marchesini@cultura.gov.it
Equipe di ricerca del progetto: Stefania Baldinotti, Paola Bertoncini, Fabio Fichera, Cinzia Marchesini, Marco Marcotulli, Carlotta Mistretta, Omerita Ranalli, Claudio Rizzoni, Francesco Paolo Quaranta, Giovanni Ragni, Irene Renzi.
Coordinamento tecnico-scientifico del progetto: Stefania Baldinotti, Fabio Fichera, Cinzia Marchesini, Leandro Ventura
Per la mostra presso il museo di Roma in Trastevere
Curatori: Fabio Fichera e Cinzia Marchesini
Allestimenti museali ed espositivi: Paola Bertoncini e Francesco Paolo Quaranta
Apparati didattici e visivi: Paola Bertoncini e Maria Donata Bologna
Archivio audiovisuale: Stefania Baldinotti
Archivio fotografico: Valentina Santonico con Massimo Cutrupi
Archivio sonoro: Omerita Ranalli con Claudio Rizzoni
Biblioteca e Gabinetto delle stampe: Anna Sicurezza con Valerio Lazzaretti
Segreteria Valentina Abramo, Marco Ribuffo, Water Rossi Gandin
Progetti di Accessibilità Silvia Bove
Amministrazione Saverio Werther Pechar
Segreteria Amministrativa Paolo Fanti
Segreteria del personale Tiziana Galvagno
Gare e contratti Raffaella Bagnoli
Catalogo della mostra: Paola Bertoncini, Fabio Fichera e Cinzia Marchesini (a cura di) 2026, Legami intangibili nei paesaggi festivi, Arcidosso (GR) Effigi. Per info sul catalogo paola.bertoncini@cultura.gov.it

Le fotografe e i fotografi
MARINA BERARDI – PhD, antropologa, fotografa e specialista in Beni demoetnoantropologici. Lavora come antropologa visuale sul patrimonio immateriale e materiale (Beni DEA), storie di vita, pratiche migranti. Nell’ambito della ricerca di Dottorato (Università degli studi della Basilicata) ha analizzato etnograficamente le politiche, le retoriche, i processi di abbandono e l’immaginario vernacolare in alcuni piccoli paesi della Basilicata.
Alcune opere fotografiche hanno ricevuto menzioni e premi in ambito nazionale e internazionale tra cui Nikon Talents, Sony World Award, Metropolis 2017. Nel 2016 ha partecipato come antropologa visuale alla Missione archeologica italo-irachena dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza” ad Abu Tbeirah (Iraq meridionale). Alcuni scatti del lavoro fotografico Dreaming Iraq sono stati pubblicati da National Geographic Italia. Nel 2019 è tra le vincitrici del concorso fotografico MAVI (Museo Antropologico Visivo Irpino). Dal 2019 è Photo-Essay Editor di Visual Ethnography Journal e dal 2022 fa parte della redazione della rivista Archivio di Etnografia
BARBARA DI MAIO – Interprete di conferenza e traduttrice, coltiva sin da giovanissima la passione per la fotografia Frequenta l’ICP (il Centro Internazionale di Fotografia a New York) dove approfondisce la tecnica fotografica e la fotografia di moda e ritratto, vince poi una borsa di studio al Master in Fotogiornalismo e Reportage presso la Scuola Romana di Fotografia e Cinema di Roma. Da circa dieci anni si dedica prevalentemente alla fotografia antropologica e sociale, indagando e documentando il folclore, le tradizioni e le culture popolari della sua amata Campania e nell’intero territorio nazionale. Ha partecipato a diverse mostre collettive, in particolare sul tema delle donne, tassello essenziale della sua ricerca fotografica. Nel 2017 organizza la sua prima mostra personale “Japan Katana Urban Cuts” uno sguardo inedito sul Giappone e su Tokyo, ricostruito attraverso un percorso visivo basato sui colori e i richiami alla modernità e alla frenetica vita della metropoli giapponese. Le sue fotografie sono state premiate e pubblicate su riviste e collettivi internazionali di fotografia. Selezionata dall’Archivio digitale Futuro Arcaico come artista per la ricerca sull’identità territoriale e sul folklore con il progetto “A’ Maschkarata”. Di recente pubblicata sulla rivista di Arte MoleArt con il progetto fotografico sui “Misteri di Trapani”.
FRANCESCO FARACI – nasce a Palermo nel 1983. Dopo gli studi umanistici (Antropologia, Sociologia), nel 2013 trova nella fotografia il suo mezzo di espressione. Si occupa di fotografia documentaria e reportage sociale. Al centro del suo lavoro c’è la sua terra, la Sicilia, della quale ama descrivere gli incroci culturali e i paradossi esistenziali (nascita e morte, gioia e violenza, la solitudine che si nasconde fra le pieghe della modernità) con uno sguardo particolare alle minoranze e ai minori che nascono, crescono e spesso si formano nelle zone disagiate e abbandonate della città, nelle periferie marginali. Per tali ragioni percorre in lungo e in largo le strade della sua terra e dei paesi mediterranei, raccontandone le storie attraverso progetti di lunga, media e breve durata. Diversi suoi reportage sono stati pubblicati su riviste nazionali ed estere (Il Venerdì di Repubblica, La Repubblica, Il Manifesto, Time Magazine, Globe and Mail, The Guardian, VICE, Rolling Stone). Ha preso parte a conferenze e seminari sulla realtà delle periferie palermitane. E’ videomaker e scrittore di romanzi, di racconti e di saggi che ruotano intorno alle sue radici e alla sua terra d’origine. Sue mostre personali sono state allestite in Italia e nel mondo.
https://www.francescofaraci.com/
FRANCESCO FRANCAVIGLIA – Studia violoncello al Conservatorio di Palermo con Sollima, teatro con Perriera, fotografia alla Fondazione Alinari di Firenze e allo IED di Milano. A Berlino si specializza in comunicazione strategica e tecniche di percezione visiva. Pone al centro del suo lavoro i diritti dell’individuo e l’esplorazione dei tratti fondamentali dell’esperienza umana. Documenta la condizione femminile nei flussi migratori del nord Africa e dell’Iraq, fotografa gli attivisti pacifisti durante il conflitto armato in Palestina, ritrae i magistrati impegnati nei processi di mafia. Nel 2014 pubblica il suo primo libro, Le donne del digiuno contro la mafia, premiato dalla FIAF come miglior lavoro fotografico dell’anno, ed è il primo autore vivente con una mostra personale alla Galleria degli Uffizi; il Festival Internazionale Fotografia di Roma lo invita ad esporre i suoi ritratti dei poeti italiani. Fra gli ultimi lavori: Mediterranean Darkness per il MACRO di Roma con riconoscimenti da Paris e Moscow photo festival; Volti Invisibili per Women of Mediterranean East and South European Network, videoinstallazione sui diritti delle donne nelle aree di crisi attraversate dai conflitti armati; Olocausto 3.0 per il Museo Riso di Palermo e la Fondazione Sicilia; documenta il Metodo Abramović per la Marina Abramovic LLS e la Fondazione Strozzi; Darklands al Teatro dell’Opera di Roma per il trentennale delle stragi dei Giudici Falcone e Borsellino. Insegna allo IED, all’Istituto Marangoni di Firenze ed è consulente per la comunicazione in diverse aziende. Ha fotografato, fra gli altri, Marina Abramovic , Ai Weiwei, Maurizio Cattelan, Patti Smith, Edouard Louis, Lindsay Kemp, Michael Cunningham, Franco Zeffirelli e, ripetutamente, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente della Commissione Europea Ursula von Der Leyen.
https://www.francescofrancaviglia.com/
FAUSTO PODAVINI – Nato a Roma, vive e lavora nella sua città natale. Dopo un inizio come assistente e fotografo di studio, si dedica al fotogiornalismo interpretando un percorso da freelance che lo vede lavorare in Italia, India, Kenya, Etiopia e Sud America. Nel 2010 entra a far parte del collettivo WSP, dove, oltre alla figura di fotografo, svolge l’attività di docente di fotografia di reportage. Predilige lavori a medio e lungo termine che gli permettono di soffermarsi ed approfondire in maniera unica le tematiche affrontate. Particolarmente importanti due suoi lavori che gli sono valsi due World Press Photo nel 2013 e nel 2018, “MiRelLa” e “Omo Change” entrambi poi diventati dei libri. Nel 2017 è stato nominato Reporter per la Terra da Earth Day Italia, ed ha pubblicato nelle più importanti rivisti italiane e internazionali. Nel 2018 e nel 2021 vince il Grant della fondazione Yves Rocher e il Grant della National Geographic Association US. Numerosi i riconoscimenti internazionali ottenuti, come Il World Press Photo nel 2013 e nel 2018, Il Poyi nel 2016 e nel 2018, il Sony, l’Yves Rocher Grant, il PDN Storytelling, il Kolga Tiblisi, il World Report Award ed il Grant della National Geographic Association nel 2021. I suoi lavori sono stati pubblicati sulle più importanti riviste internazionali come 6Mois, LeVie/LeMonde, GEO ES, Stern, Internazionale, Donna Moderna, Espresso, D di Repubblica, National Geographic, Days Japan, GEO Germania, GEO Francia, Neue Zürcher Zeitung Magazine ed ha esposto nelle più importanti città come New York, Madrid, Barcellona, Milano, Roma, La Gacilly, in gallerie private e in festival internazionali.
Per informazioni ic-pi@cultura.gov.it
fabio.fichera@cultura.gov.it