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La mostra. “Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi”
Dal 19 settembre 2025 al primo marzo 2026 presso il Museo di Roma in Trastevere
Frutto di un intenso dialogo con soggettività diverse, gruppi sociali, istituzioni e associazioni locali, il progetto di documentazione visiva “Legami intangibili nei paesaggi festivi” è stato ideato e realizzato dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) e sostenuto da Strategia Fotografia 2022, iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, entrambe del Ministero della Cultura.
Dalla ricerca sviluppata nel corso del progetto prende forma la mostra fotografica “Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi”, che propone una lettura contemporanea e autoriale delle feste, esplorandone il ruolo nella costruzione dei paesaggi festivi. I reportage documentano living heritage – patrimoni viventi e immateriali che si creano e si rigenerano continuamente – mettendo in luce la molteplicità delle pratiche sociali, la loro complessità e le loro potenzialità nel campo della ricerca. Le opere in mostra esplorano la festa come un luogo di scambio e di interrelazione tra esseri umani e ambienti naturali, tra persone e simboli, trasformando i luoghi in spazi di vita e di cura del territorio. In questo contesto, le cerimonie agiscono come attivatori di ibride relazioni che connettono umano e non-umano, evidenziando il profondo legame tra gli individui e i paesaggi.
I 28 reportage esposti sono stati realizzati da Marina Berardi, Barbara Di Maio, Francesco Faraci, Francesco Francaviglia e Fausto Podavini, fotografi e fotografe sensibili alla ricerca etnografica e alla sperimentazione di nuovi linguaggi. La mostra è promossa da Roma Capitale e organizzata dall’ICPI. Accompagnata da un catalogo che raccoglie immagini e riflessioni antropologiche sviluppate durante la ricerca, l’esposizione si arricchisce di una serie di incontri, visite guidate e giornate di studio, tra cui la presentazione del catalogo stesso (Link al catalogo).
Vari momenti di confronto durante il periodo della mostra hanno l’obiettivo di rinnovare il lavoro, coinvolgendo di nuovo antropologi, fotografi, studiosi e autori delle feste, interpretando la mostra come momento di confronto e di impegno attivo. L’esposizione si propone come uno spazio di dialogo continuo, in cui i legami intangibili tra le persone e i loro paesaggi continuano a essere indagati, valorizzati e salvaguardati.



































