Menù
Genesi del progetto legami intangibili nei paesaggi festivi
Il Progetto è il frutto di collaborazioni, confronti e negoziazioni con gruppi sociali locali, associazioni e amministrazioni e con gli Uffici territoriali del MIC. Costituisce un punto di vista innovativo per riflettere e attuare studi, etnografie e azioni di salvaguardia di cultural heritage. Legami intangibili è un viaggio attraverso i paesaggi festivi contemporanei diffusi su tutto il territorio nazionale: 28 lavori di documentazione fotografica affidati a fotografe e fotografi sensibili – nelle loro produzioni fotografiche – alle tematiche del patrimonio immateriale, al metodo di ricerca etnografica e alla creazione di linguaggi innovativi.
La documentazione visiva è stata ideata e realizzata dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e sostenuto da Strategia Fotografia 2022, iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea
Lo scopo dei 28 reportage è approfondire i terreni di ricerca già attivati dall’Istituto, aprendo le porte a una rilettura dei patrimoni festivi contemporanei, dando spazio a nuove geografie relazionali. Cosa può raccontare oggi l’indagine visiva della festa come patrimonio comune di interrelazione fra esseri umani e ambienti naturali?
Le feste sulle quali abbiamo lavorato legano ambiente, paesaggio ed esseri umani mettendo l’accento su corpi, pratiche, dinamiche di trasformazione e di relazione.
Le fotografe e i fotografi che hanno cooperato alla documentazioni– Marina Berardi, Barbara Di Maio, Francesco Faraci, Francesco Francaviglia, Fausto Podavini – sono stati impegnati nella ricerca culturale e sociale, a partire dalle loro personali traiettorie di ricerca nei campi dei diritti dell’individuo e nell’esplorazione dell’esperienza umana, nelle storie di vita e nelle creatività connesse, nelle migrazioni e negli immaginari globali, nei mutamenti e nelle fluidità che caratterizzano gli scenari culturali locali contemporanei.
La documentazione fotografica nei singoli territori è stata l’occasione per costruire relazioni di scambio con le persone e i gruppi locali. Costruire e rinnovare dialoghi ha attivato processi di scambio etnografici destinati a perdurare nel tempo.
Interessante è stato indagare la risignificazione degli spazi festivi che divengono veri e propri paesaggi temporanei, nei quali si mostrano i rapporti tra esseri umani e territori, così come sono e come possono essere immaginati in una dimensione collettiva in continuo divenire.
